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	<title>SEO Specialist</title>
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	<description>Pensieri a confronto, dei migliori consulenti SEO SEM italiani</description>
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		<title>La SEO relazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 20:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;intero panorama della rete sta cambiando e sta trascinando nella sua evoluzione l&#8217;intero sistema. Non è esente da tali mutamenti neppure l&#8217;ambito della SEO e del posizionamento nei motori di ricerca. Se prima, infatti, per posizionarsi bene era sufficiente ottenere link in ingresso da un numero significativo di siti autorevoli, oggi si inserisce con forza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/seo_relazionale_21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1227" title="Seo relazionale" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/seo_relazionale_21.jpg" alt="" width="450" height="65" /></a></p>
<p>L&#8217;intero panorama della rete sta cambiando e sta trascinando nella sua <strong>evoluzione</strong> l&#8217;intero sistema. Non è esente da tali mutamenti neppure <strong>l&#8217;ambito della SEO </strong>e del posizionamento nei motori di ricerca. Se prima, infatti, per posizionarsi bene era sufficiente ottenere link in ingresso da un numero significativo di siti autorevoli, oggi si inserisce con forza in questo settore tutta<strong> una rete di aspetti relazionali</strong> estremamente significativi. Per aspetti relazionali si intende tutto l&#8217;insieme di Social Media, Twitter, Facebook, sostenitori, followers che popolano Internet in quest&#8217;ultimo periodo.</p>
<p>Michelangelo Moggia riporta nel sito di Master New Media un interessante documento PDF scritto da <strong>Alessandro Sportelli </strong>che può aiutarci a far chiarezza su questo processo evolutivo. L&#8217;ambito SEO considererà sempre di più il giudizio degli utenti, che avranno modo di esprimersi in più di una sede.</p>
<p>Se inizialmente erano estremamente considerati per il posizionamento, come si diceva, i <strong>link in ingresso provenienti da  siti importanti</strong>, con il tempo si sono inseriti nel sistema anche i<strong> Forum, i Blog e i cosiddetti UGC </strong>(User Generated Content). E&#8217; stato proprio in questa fase che Google ha iniziato a considerare come importanti anche i giudizi degli utenti ed ha tracciato una nuova strada che ancora oggi percorriamo. La situazione però è ulteriormente cambiata, dato che risultava troppo facile inserire link &#8220;ad arte&#8221;, per manipolare l&#8217;effettivo valore del sito. Si è pensato allora di<strong> &#8220;ascoltare&#8221; ciò che viene detto a proposito di un link o di colui che lo ha scritto</strong>. Entra in gioco a questo punto<strong> l&#8217;autorevolezza</strong> della persona, che inizia a diventare sempre più importante dell&#8217;autorevolezza del sito stesso. Ecco allora che si inseriscono nel sistema parole come retwittare o condividere, che di certo sono sempre più considerate nel posizionamento.</p>
<p>Vuoi saperne di più? Leggi allora l&#8217;articolo di <strong>Alessandro Sportelli</strong>, proposto nel sito Master New Media da <a rel="nofollow" href="http://www.masternewmedia.org/it/2010/03/10/autorevolezza_e_posizionamento_sui_motori_di_ricerca.htm">Michelangelo Moggia</a>.</p>
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		<title>Perché ricerco su Internet, prima di acquistare?</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/03/11/perche-ricerco-su-internet-prima-di-acquistare.html</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede è quello delle ricerche in rete che precedono e sostengono un acquisto importante. Si vuole conoscere il parere di altri utenti, si desidera leggere le opinioni di chi ha già acquistato il prodotto o il servizio, si punta ad una comunicazione face to face, pur se mediata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/ricerche-on-line1.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1215" title="ricerche on-line" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/ricerche-on-line1-300x296.gif" alt="" width="300" height="296" /></a></p>
<p>Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede è quello delle <strong>ricerche in rete</strong> che precedono e sostengono un acquisto importante. Si vuole conoscere il parere di altri utenti, si desidera leggere le opinioni di chi ha già acquistato il prodotto o il servizio, si punta ad una <strong>comunicazione face to face,</strong> pur se mediata dai mezzi informatici. E&#8217; stata condotta una ricerca da<strong> Retail Advertising Marketing Association (RAMA)</strong> che vuole proprio far luce sulle motivazioni di queste ricerche pre-acquisto in rete. Emerge una grande predilezione per strumenti come i <strong>Social Media</strong>, che appunto consentono una sorta di rapporto diretto.</p>
<p>Le aziende, di conseguenza, stanno lentamente comprendendo la<strong> necessità di muoversi in rete</strong>, per sfruttare al meglio le potenzialità comunicative di Internet e per arrivare in modo più diretto al cliente. Ma c&#8217;è bisogno di molto di più, innanzitutto a livello di <strong>strutturazione</strong>, come precisa anche <strong>Tobi Elkin</strong>, scrittore ed editore Emarketer. Egli infatti sottolinea come non vada appreso soltanto il meccanismo informatico che consente all&#8217;azienda di aumentare i potenziali acquirenti, ma c&#8217;è bisogno di imparare a conoscere anche i lati negativi della rete, per poter imparare a gestirli, ad evitarli, ad anticiparli.</p>
<p>E&#8217; necessario quindi che le aziende modifichino la loro concezione del marketing, sostituendo la presenza di modelli unidirezionali ed impositivi con altri più aperti e collaborativi. La sfida è aperta e le possibilità di crescita sono molteplici. Toccherà alle aziende accettare di mettersi in gioco e ripensare ad un nuova prospettiva di rapporto con il cliente.</p>
<p>Per saperne di più, leggi l&#8217;articolo di <a rel="nofollow" href="http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2010/03/10/i-motivi-che-spingono-gli-utenti-a-fare-ricerche-online-pre-acquisto/">Andrea Cappello</a>.</p>
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		<title>Aprire un blog: paure ed incertezze</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando si decide definitivamente di aprire un blog, arriva il momento della pianificazione e della concretizzazione e non per tutti essa risulta facile da affrontare. Mille dubbi, mille incertezze affollano la mente di chi deve imbattersi in questo nuovo progetto: spesso questi freni diventano così potenti da immobilizzare ogni attività, e da bloccare l&#8217;avvio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/difficoltà-nellaprire-un-blog.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1211" title="difficoltà nell'aprire un blog" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/difficoltà-nellaprire-un-blog-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></p>
<p>Quando si decide definitivamente di <strong>aprire un blog</strong>, arriva il momento della pianificazione e della concretizzazione e non per tutti essa risulta facile da affrontare. <strong>Mille dubbi, mille incertezze</strong> affollano la mente di chi deve imbattersi in questo nuovo progetto: spesso questi freni diventano così potenti da immobilizzare ogni attività, e da bloccare l&#8217;avvio del nuovo lavoro.</p>
<p>Forse chi lavora da tanti anni nel settore e magari gestisce un blog da parecchio tempo, non riesce a comprendere quali difficoltà si possano incontrare  nell&#8217;imbattersi in questa avventura. In fondo, oggi, per aprire un blog e curarlo, non servono più di cinque-dieci minuti al giorno e le competenze tecniche necessarie non sono certamente inarrivabili. Ma i problemi e le incertezze che sorgono sono comunque tanti e gravano sulle scelte di coloro che vogliono avviare un nuovo progetto.</p>
<p>Questo avviene soprattutto quando si hanno <strong>grandi aspettative</strong>, quando si punta moltissimo sul progetto, quando gli<strong> investimenti</strong>, monetari e non, sono <strong>considerevoli</strong>. Allora ci si inizia a domandare quale software o servizio utilizzare, come utilizzarlo, si pensa a delineare bene il campo di argomenti da trattare, ci si preoccupa per le regole non scritte dell&#8217;ambiente nuovo in cui ci si sta per inserire.</p>
<p>E&#8217; chiaro che<strong> il primo ostacolo da superare</strong>, per aprire un blog, <strong>siamo noi stessi,</strong> con le nostre paure e i nostri limiti, che dobbiamo sforzarci di affrontare. Tutto ciò che è tecnica, strategia, contenuto, software etc.., non può che venire dopo.</p>
<p>Per approfondire la questione, leggi l&#8217;articolo di <a rel="nofollow" href="http://francescogavello.it/dubbi-aprire-blog">Francesco Gavello</a>.</p>
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		<title>Contenuti aziendali e rapporto con i Social</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Chi lavora all&#8217;interno di un&#8217;azienda che ha un&#8217;importante attività on-line, si sarà sicuramente trovato di fronte ad alcune problematiche che risultano essere ricorrenti. Una di queste risulta essere la seguente: dove colloco i contenuti aziendali (per esempio dei file video o audio)? Li inserisco all&#8217;interno del sito dell&#8217;azienda (per esempio sotto &#8220;proprietà) o li faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/contenuti-aziendali.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1208" title="contenuti aziendali" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/contenuti-aziendali-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>Chi lavora all&#8217;interno di un&#8217;azienda che ha un&#8217;importante attività on-line, si sarà sicuramente trovato di fronte ad alcune problematiche che risultano essere ricorrenti. Una di queste risulta essere la seguente: dove colloco i contenuti aziendali (per esempio dei<strong> file video o audio</strong>)? Li inserisco <strong>all&#8217;interno del sito dell&#8217;azienda</strong> (per esempio sotto &#8220;proprietà) o li faccio circolare nel grande<strong> flusso dei social </strong>e quindi li affido ad un ambiente esterno rispetto alla mia azienda? Ognuno porta avanti la sua idea ed inserisce i contenuti aziendali dove lo ritiene più opportuno.</p>
<p><strong>Gianluca Diegoli</strong> ha espresso la sua opinione: egli<strong> ritiene maggiormente conveniente far circolare i contenuti aziendali nel grande mondo di Twitter, Facebook, YouTube</strong> etc, piuttosto che lasciarli all&#8217;ambiente interno della rete dell&#8217;azienda. Secondo lui, tale scelta porta dei sostanziali vantaggi, tra i quali spiccano la possibilità di poter contare su<strong> statistiche migliori sull&#8217;engagement</strong> e un <strong>livello qualitativo pari</strong>, se non maggiore, rispetto alle piattaforme proprietarie. Inoltre, tramite questo meccanismo di diffusione, possiamo <strong>arrivare ad utenti già potenzialmente interessati</strong> ai contenuti che intendiamo diffondere.</p>
<p>Chi invece afferma la <strong>necessità di inserire i video aziendali all&#8217;interno del circuito di rete dell&#8217;azienda</strong> stessa sostiene la sua tesi con delle precise argomentazioni: innanzitutto, è possibile esercitare un <strong>maggior controllo dei contenuti</strong> stessi, con conseguente aumento del prestigio dell&#8217;azienda. Secondariamente, <strong>aumentano i &#8220;view&#8221; </strong>sul sito e possono essere raccolte <strong>più mail di utenti nuovi-registrati.</strong></p>
<p>Per approfondire la questione e farvi un&#8217;idea più precisa, leggete l&#8217;articolo completo di <a rel="nofollow" href="http://www.minimarketing.it/2010/03/video-dentro-o-fuori-i-contenuti-aziendali.html">Gianluca Diegoli</a>.</p>
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		<title>La pubblicazione della pagella SEO di Google</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 16:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Davide Pozzi, nel suo sito, segnala la recente pubblicazione da parte di Google del Google&#8217;s SEO Report Card. Si tratta di un documento molto significativo che, se inizialmente doveva avere una destinazione ed una collocazione interna, si è poi invece rivolto ad un più ampio pubblico, diventando un riferimento piuttosto significativo.
In sintesi, in questo testo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/pagella-seo-di-Google.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1202" title="pagella seo di Google" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/pagella-seo-di-Google-300x91.png" alt="" width="300" height="91" /></a></strong></p>
<p><strong>Davide Pozzi</strong>, nel suo sito, segnala la recente pubblicazione da parte di Google del <strong>Google&#8217;s SEO Report Card</strong>. Si tratta di un documento molto significativo che, se inizialmente doveva avere una destinazione ed una collocazione interna, si è poi invece rivolto ad un più ampio pubblico, diventando un riferimento piuttosto significativo.</p>
<p>In sintesi, in questo testo, che conta ben 49 pagine, vengono indicate le potenziali <strong>aree di miglioramento nelle pagine prodotto di Google</strong>. Ci sono quindi delle indicazioni su eventuali modifiche che potrebbero portare gli utenti a far <strong>risaltare di più le loro pagine nei motori di ricerca</strong> e sono presenti degli utili consigli a proposito dell&#8217;<strong>eliminazione dei bug </strong>che infastidiscono gli utenti e che tendono a peggiorare le performance di un sito. Nel complesso, quindi, il Google&#8217;s SEO Report Card può rappresentare un buon modello e una stabile struttura di riferimento per tutti i webmaster o per tutti coloro che lavorano nel settore SEO.</p>
<p>Cercando di approfondire ancora più dettagliatamente i contenuti di questo testo, è opportuno sottolineare come esso sia suddiviso fondamentalmente in tre sezioni principali: nella prima spiccano argomenti quali l&#8217;<strong>ottimizzazione dei tag e l&#8217;aspetto e la struttura degli URL</strong>; nella seconda vengono approfondite tematiche come il <strong>formato di URL</strong> che conviene adottare e il <strong>redirect 301</strong>; infine l&#8217;ultima parte è incentrata sull&#8217;<strong>ottimizzazione on-page e sul rapporto tra keyword, link e heading con i motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Se ti interessa questo argomento accedi al testo del <a href="http://www.google.com/webmasters/docs/google-seo-report-card.pdf">Google&#8217;s SEO Report Card</a>.</p>
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		<title>Recuperare il vero significato di (web) marketing</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/03/04/recuperare-il-vero-significato-di-web-marketing.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Andrea Cappello ha riportato nel suo blog un estratto di un&#8217;intervista a Giancarlo Livraghi, prolifico scrittore e grande esperto nella gestione e nella comunicazione d&#8217;impresa. Le parole estrapolate appartengono alla scritto &#8220;La stupidità della pubblicità (e come si può guarire)&#8221;, uno scritto che racchiude dodici risposte ad altrettante domande poste a Livraghi da Paola Panarese.
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/web-marketing2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1198" title="web marketing" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/web-marketing2-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></p>
<p>Andrea Cappello ha riportato nel suo blog un estratto di un&#8217;intervista a <strong>Giancarlo Livraghi</strong>, prolifico scrittore e grande esperto nella gestione e nella comunicazione d&#8217;impresa. Le parole estrapolate appartengono alla scritto<strong> &#8220;La stupidità della pubblicità (e come si può guarire)&#8221;</strong>, uno scritto che racchiude dodici risposte ad altrettante domande poste a Livraghi da Paola Panarese.</p>
<p>I concetti espressi da Livraghi sono molto interessanti e meritano una riflessione. Egli approfondisce la situazione negativa che sta vivendo il<strong> settore del marketing</strong>, che attraversa una vera e propria fase di eclissi. Il problema non risiede solo nel concetto di marketing stesso, ma anche e soprattutto nel fatto che esso è stato esteso ed applicato ad ambiti che non possiedono alcuna delle peculiarità di questa attività. Questo <strong>&#8220;allargamento&#8221;</strong> ha contribuito ad avvicinare il vero marketing ad un <strong>sottogenere di pseudo marketing</strong>, fino a farli quasi coincidere, con gravi conseguenze per la concezione e la considerazione di questo settore.</p>
<p>Sarebbe molto importante<strong> riconsiderare e ridimensionare il termine &#8220;marketing&#8221;, cercando di recuperarne la vera essenza e il vero significato</strong>. Non c&#8217;è necessità di ulteriori neologismi, non occorre coniare nuove parole che rischierebbero solo di aumentare la confusione e la dispersione delle idee. Con costanza, disciplina ed impegno dobbiamo invece lavorare per dare la possibilità al vero marketing di riemergere, cercando di creare anche il <strong>giusto terreno culturale</strong>, indispensabile ed essenziale per tale recupero.</p>
<p>Andrea Cappello ha riportato queste riflessioni e ha provato ad estenderle anche al <strong>web marketing</strong>. Il discorso è infatti interamente valido anche per la rete, all&#8217;interno della quale del marketing si è straparlato, abusato, fino a perderne il senso fondamentale.</p>
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		<title>E Google continua a guadagnare&#8230;</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/03/03/e-google-continua-a-guadagnare.html</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 10:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
In tempi di crisi e di recessione economica, uno dei pochi ambiti che non sembra aver subito alcuna alterazione è il settore del search/keywords Advertising. Gli investimenti pubblicitari su Internet vanno costantemente bene, soprattutto per quello che concerne la search, ambito quasi totalmente controllato da Google. Grazie alla pubblicità (Adwords/AdSense), Google continua a guadagnare moltissimo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/google-guadagni.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1188" title="google guadagni" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/google-guadagni-300x224.gif" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>In tempi di crisi e di recessione economica, uno dei pochi ambiti che non sembra aver subito alcuna alterazione è il <strong>settore del search/keywords Advertising</strong>. Gli investimenti pubblicitari su Internet vanno costantemente bene, soprattutto per quello che concerne la<strong> search</strong>, ambito quasi totalmente controllato da <strong>Google</strong>. Grazie alla pubblicità (Adwords/AdSense), Google continua a guadagnare moltissimo, mettendo in relazione l&#8217;inserzionista e l&#8217;editore e tenendosi una percentuale su ogni investimento pubblicitario.</p>
<p>Ma la maggior fonte di guadagno non è questa: di maggior rilievo risultano essere i <strong>banner esposti all&#8217;interno delle SERP</strong>, non quelli che compaiono sui vari siti, blog etc.</p>
<p>Google continua a primeggiare in questo settore e non smette di guadagnare: ci sono moltissimi siti medi o piccoli che utilizzano solo ed esclusivamente <strong>AdSense</strong>, così come la maggior parte degli investitori PPC si fidano solo di <strong>AdWords</strong>. Attenzione però a muoversi in questo modo: il nostro progetto on line rischia così di essere appeso ad un filo, di dipendere esclusivamente da fattori che non dipendono da noi.<strong> Perché allora non variare</strong> il più possibile? Perché non cercare varie fonti di reddito, invece di rimanere attaccati ad una sola?</p>
<p>Davide Pozzi ha approfondito questa tematica, pubblicando anche degli interessanti <strong>dati di metà 2009 del Pamphlet IAB Italia</strong> relativi agli investimenti pubblicitari suddivisi per tipologia e degli altri dati di fine anno pubblicati da Luca Lani. Per saperne di più, leggi l&#8217;articolo del <a rel="nofollow" href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/03/come-guadagna-google.html">Tagliaerbe</a>.</p>
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		<title>Le riflessioni di Seth Godin</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Davide Pozzi ha realizzato un&#8217;interessante intervista a Seth Godin. Un nome di tale calibro non ha certamente bisogno di grandi presentazioni, soprattutto per chi vive, ormai da un po&#8217; di tempo, all&#8217;interno di questo ambiente.
Seth Godin è uno dei più autorevoli pensatori del management e del settore economico, nonché fondatore di uno tra i blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/seth-godin.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1183" title="seth-godin" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/seth-godin-300x137.jpg" alt="" width="300" height="137" /></a></strong></p>
<p><strong>Davide Pozzi</strong> ha realizzato un&#8217;interessante <strong>intervista a Seth Godin</strong>. Un nome di tale calibro non ha certamente bisogno di grandi presentazioni, soprattutto per chi vive, ormai da un po&#8217; di tempo, all&#8217;interno di questo ambiente.</p>
<p>Seth Godin è uno dei più autorevoli pensatori del management e del settore economico, nonché fondatore di uno tra i blog più conosciuti e letti al mondo. Scrittore prolifico, è stato chiamato a rispondere ad alcune domande che spaziavano tra i più diversi ambiti.</p>
<p>Si è partiti affrontando la tematica dei <strong>libri cartacei</strong> che potrebbero, in un futuro, essere soppiantati dagli ebook e da altre forme di comunicazione. Seth Godin non vede per loro un lungo avvenire e crede che la loro scomparsa sia imminente. Egli si è espresso intorno all&#8217;<strong>inglese</strong>, che è definita la lingua ufficiale della rete e relativamente ai <strong>Social Network</strong>, che, in alcuni casi possono rappresentare delle distrazioni all&#8217;impronta lavorativa di un blogger di successo. Non è casuale, dunque, che su Twitter Seth Godin abbia moltissimi followers ma che al contempo non sia follower di nessuno. Relativamente a<strong> come poter monetizzare una piccola community</strong>, egli si dichiara contrario all&#8217;eccessivo utilizzo di banner pubblicitari e predilige altri metodi per far emergere la qualità rispetto alla quantità.</p>
<p>Per approfondire l&#8217;intervista, leggi l&#8217;articolo scritto da <a rel="nofollow" href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/03/intervista-a-seth-godin.html">Tagliaerbe</a>,  che contiene anche un interessante video di Seth Godin.</p>
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		<title>L&#8217;importanza del contenuto</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 14:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Content is King&#8221; è una delle frasi più sentite e ripetute dai blogger e dagli &#8220;addetti ai lavori&#8221; del settore. Chi non si è mai trovato di fronte a questa affermazione e non ha riflettuto, almeno per un attimo, sul suo significato?
In effetti, non è difficile da capire. Nessuno ha voglia di leggere su Internet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/limportanza-del-contenuto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1179" title="l'importanza del contenuto" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/limportanza-del-contenuto-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a></p>
<p><strong>&#8220;Content is King&#8221; </strong>è una delle frasi più sentite e ripetute dai blogger e dagli &#8220;addetti ai lavori&#8221; del settore. Chi non si è mai trovato di fronte a questa affermazione e non ha riflettuto, almeno per un attimo, sul suo significato?</p>
<p>In effetti, non è difficile da capire. Nessuno ha voglia di leggere su Internet argomentazioni inconsistenti, contenuti scarsi, poveri, frasi senza molto significato. <strong>Ciascuno di noi cerca un contenuto</strong>, di qualsiasi tipo e di ogni livello. Ecco perché l&#8217;importanza del contenuto viene di continuo sottolineata e ripetuta: ogni blogger cerca dunque, nel suo piccolo, di offrirla, per dare l&#8217;idea di professionalità e competenza.</p>
<p>Francesco Gavello ha deciso di affrontare la questione secondo un&#8217;ottica particolare. Si è domandato quanto tempo in effetti un blogger spenda per scrivere un post di livello e quanto invece ne impieghi per la <strong>promozione &#8220;manuale e forzata&#8221;</strong> dello stesso. Con questo egli intende dire che moltissimi blogger, giustamente, fanno un notevole affidamento sui social network (Facebook, Twitter, FriendFeed etc.). Quello che è sbagliato è <strong>privilegiare questa attività rispetto alla stesura del post vera e propria</strong>. Pensate di seguire la fitta e complessa rete di promozione di un post e poi arrivarvi e trovare un articolo scritto male, superficiale, poco curato.</p>
<p>Bisognerebbe dunque iniziare a ragionare secondo un<strong>&#8216;ottica diversa</strong>, forse anche <strong>più aperta</strong>. Perché oggi i social network vanno molto e sono dei nostri fedeli alleati, ma forse un giorno non andranno più e allora, come potremo valorizzare il nostro blog, se abbiamo trascurato il suo contenuto essenziale, eclissandolo in nome di un <strong>traffico forzato</strong>?</p>
<p>Per continuare a ragionare intorno a questo, leggi l&#8217;articolo completo di <a rel="nofollow" href="http://francescogavello.it/content-is-king">Francesco Gavello</a>.</p>
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		<title>L&#8217;incontro tra TV e Social Media</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 17:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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Finalmente sta per succedere: sembra che la televisione e i Social Media si stiano avvicinando sempre di più. E&#8217; un evento che tutti aspettavano da tempo e che potrebbe portare a prospettive innovative. Che i Social Media siano in un periodo estremamente positivo non è certo una novità. Lo dicono alcune stime significative: le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/social-media-e-TV.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1175" title="social media e TV" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/social-media-e-TV-300x254.jpg" alt="" width="300" height="254" /></a></p>
<p>Finalmente sta per succedere: sembra che la<strong> televisione e i Social Media </strong>si stiano avvicinando sempre di più. E&#8217; un evento che tutti aspettavano da tempo e che potrebbe portare a <strong>prospettive innovative</strong>. Che i Social Media siano in un periodo estremamente positivo non è certo una novità. Lo dicono alcune stime significative: le persone passano circa il 75% del loro tempo di collegamento alla rete sui Social Media, tra Twitter, Facebook etc. Proprio Twitter sembra che diventerà una delle prime dieci fonti di traffico del New York Times. Ma l&#8217;utilizzo dei Social dalla televisione è ancora una realtà insesistente ed essi &#8220;non sono ancora ufficialmente entrati nei nostri salotti&#8221;.</p>
<p>Quando questo avverrà, si dovrebbero aprire <strong>prospettive positive</strong> <strong>per gli utenti</strong> (cambiamento del loro ruolo da passivo ad attivo; maggiore partecipazione in un sistema che assomiglierà sempre di più ad una community&#8230;), <strong>per gli inserzionisti </strong>(cambiamento degli investimenti sulla pubblicità), <strong>per i venditori</strong>. Le stesse emittenti televisive potranno conoscere meglio le esigenze dei telespettatori, migliorando la proposta di programmi.</p>
<p>Il sito di Master New Media ha riportato un&#8217;intervista fatta a<strong> Richard Kastelein</strong>, che spiega ed illustra il nuovo scenario della Social TV. Se sei interessato, leggi la traduzione di <a rel="nofollow" href="http://www.masternewmedia.org/it/2010/02/24/la_tv_online_incontra_i_social_media.htm">Giacomo D&#8217;Angelo</a>.</p>
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		<title>I lati positivi dei Social</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/02/25/i-lati-positivi-dei-social.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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I Social Media sono estremamente diffusi e quasi tutti gli utenti ormai vi sono entrati in contatto. Esistono però alcune categorie di persone che desiderano rimanere estranee a questo universo, che scelgono di rimanere distaccate dalle logiche dei Social Media, preferendo ad esse strumenti tradizionali come il blog, il sito web etc. Ma, lasciando da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/social-media1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1172" title="social media" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/social-media1.jpg" alt="" width="130" height="93" /></a></p>
<p>I <strong>Social Media </strong>sono estremamente diffusi e quasi tutti gli utenti ormai vi sono entrati in contatto. Esistono però alcune categorie di persone che desiderano rimanere estranee a questo universo, che scelgono di rimanere distaccate dalle logiche dei Social Media, preferendo ad esse strumenti tradizionali come il blog, il sito web etc. Ma, lasciando da parte le scelte e le preferenze personali, è innegabile che i Social Media presentino dei <strong>lati positivi</strong> che dovrebbero spingere tutti a farne uso. Quali sono questi punti di forza? Quali sono i <strong>vantaggi </strong>che otteniamo se siamo sui Social Media?</p>
<p>Innanzitutto occorre precisare come i Social inglobino molteplici aspetti della rete: tecnologia, interazione, produzione di parole, file audio, video, foto. Non si può certo negare che siano degli <strong>strumenti completi</strong>. Inoltre, essendo l&#8217;attività on-line prevalente, ben due terzi dei visitatori vi entrano quotidianamente in contatto. Quale miglior <strong>luogo di scambio e di incontro</strong>? Un altro fattore di estremo interesse riguarda <strong>l&#8217;influenza </strong>che la rete ha ormai<strong> nelle scelte dei consumatori</strong>; ed in questo contesto primeggiano ancora i Social Media. Chi desidera tentare la strada del <strong>business</strong>, deve necessariamente percorrere anche quella dei Social Media. Pensiamo al <strong>Mobile</strong> e a quanto si stia diffondendo: che incremento potranno ricevere Facebook, Twitter etc.?</p>
<p>Questo l&#8217;ampio settore che è stato investito dai Social, che sembrano non volersi arrestare ancora. Come si può, allora, restarne fuori?</p>
<p>Per approfondire la questione, leggi il post di <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/02/perche-devi-essere-sui-social-media.html#more-2314">Tagliaerbe</a>.</p>
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		<title>Per parlare la stessa lingua dei nostri lettori</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/02/24/per-parlare-la-stessa-lingua-dei-nostri-lettori.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 09:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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Chi opera, professionalmente, nel web, chi scrive in un blog da anni, chi è esperto di Feed RSS o di tool, appartiene evidentemente ad un universo di competenze e conoscenze differente da quello degli utenti medi della rete. Il fruitore medio del Web non conosce in profondità i meccanismi della rete, ignora la terminologia specifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/semplicità.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1166" title="semplicità" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/semplicità-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></p>
<p>Chi opera, professionalmente, nel web, chi scrive in un blog da anni, chi è esperto di Feed RSS o di tool, appartiene evidentemente ad un<strong> universo di competenze e conoscenze differente da quello degli utenti medi </strong>della rete. Il fruitore medio del Web non conosce in profondità i meccanismi della rete, ignora la terminologia specifica e cerca di orientarsi in un mondo del quale non può comprendere le basi di funzionamento. A conferma di questo, si considerino i risultati di un&#8217;indagine pubblicata da SeoBook: su un campione di 5o utenti intervistati, <strong>solo l&#8217;8% </strong>ha dimostrato di essere in grado di rispondere alla domanda <strong>&#8220;che cos&#8217;è un browser?&#8221;</strong>. I restanti hanno invece dichiarato di non avere idee precise intorno a Firefox, Mozille etc.</p>
<p>Questo ci deve far riflettere molto. <strong>Come dobbiamo parlare ai nostri utenti? </strong>Quale lingua utilizzare per farci capire, per arrivare al visitatore medio dei nostri siti? Molti, erroneamente, ritengono che la credibilità e il valore di un sito corrispondano ad un linguaggio specifico, tecnico, settoriale e molto preciso. Ma chi è in grado di leggere e capire veramente pagine web scritte in questo modo? La risposta è ovvia: quasi nessuno.</p>
<p>Quando scriviamo, allora, <strong>dobbiamo sempre ricordarci di essere molto al di sopra delle conoscenze del lettore medio</strong>. Il nostro rapporto comunicativo con l&#8217;utente, di conseguenza, non è così scontato. Ecco allora che la <strong>semplicità</strong> risulta essere un&#8217;arma importantissima per far sì che i nostri messaggi arrivino effettivamente ai destinatari finali.  Facciamo un passo indietro; mettiamoci un attimo nei panni del lettore e cerchiamo di parlare la sua stessa lingua. Un blog di successo, in effetti, sembra possedere queste caratteristiche: <strong>layout semplici e facili da comprendere; post ricchi di contenuto ma al contempo contenenti domande incisive, secche, brevi; stile sobrio; soluzioni efficaci a problemi diffusi e concreti.</strong> Questo non significa certo essere superficiali e sbrigativi e rinunciare ad approfondire tematiche che si ritengono interessanti. La bravura di un blogger risiede proprio nella sua capacità di <strong>trovare il giusto equilibrio </strong>tra qualità dei contenuti e comprensibilità del linguaggio e della struttura del blog.</p>
<p>Per approfondire questo argomento, leggi il post completo di <a rel="nofollow" href="http://francescogavello.it/quanto-e-medio-il-lettore-medio">Francesco Gavello</a>.</p>
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		<title>Web Marketing 2010: cosa si è detto al SES di Londra</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/02/23/web-marketing-2010-cosa-si-e-detto-al-ses-di-londra.html</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Recentemente si è svolto a Londra il SES, un incontro molto importante che propone una lunga serie di dibattiti e conferenze interessanti, con molte personalità del settore. Sante J. Achille vi ha partecipato e ha provato, in un interessante post, a racchiudere tutti gli elementi più importanti delle lunghe 5 giornate di lavoro.
Il primo elemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/ses-di-londra.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1160" title="ses di londra" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/ses-di-londra-225x300.png" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Recentemente si è svolto a<strong> Londra</strong> il <strong>SES</strong>, un incontro molto importante che propone una lunga serie di dibattiti e conferenze interessanti, con molte personalità del settore. <strong>Sante J. Achille</strong> vi ha partecipato e ha provato, in un interessante post, a racchiudere tutti gli elementi più importanti delle lunghe 5 giornate di lavoro.</p>
<p>Il primo elemento che viene messo in luce è il tema, che si è presentato più volte, del <strong>ritorno ad un marketing 1 to 1</strong>: tale aspetto è stato sottolineato soprattutto da Jim Sterne che ha messo in luce come il marketing oggi stia ritornando ad essere una sorta di baratto originario. Molto si è discusso intorno all&#8217;<strong>usabilità dei siti</strong>: ci si è domandati se sia davvero opportuno desiderare più traffico o se non convenga, al contrario, spendere più soldi per ottimizzare il sito ed ottenere maggiori conversioni.</p>
<p>Tutti si sono espressi a proposito dei <strong>Social Media</strong>, sottolineando come al momento si ritenga <strong>impossibile automatizzare il processo di socializzazione</strong>. Sembra quindi che non siano state trovate ancora delle linee direttive sulla gestione del Social che possano spingere le aziende ad investire su questo settore. Ancora estremamente rilevante il <strong>ruolo del blog </strong>che, al contrario di come molti pensano, non viene trascurato in nome, ad esempio, di Facebook o Twitter, ma costituisce uno strumento di comunicazione ancora importantissimo.</p>
<p>Il SES di Londra ha segnato un momento molto importante per quello che riguarda lo sviluppo della visibilità aziendale on-line ed ha offerto numerosi spunti di riflessione per analizzare i cambiamenti del mondo SEO e della rete in generale. Per saperne di più, leggi il post di <a href="http://blog.achille.name/eventi/search-engine-strategies-londra-2010-sante-j-achille-conclusioni/">Sante J. Achille.</a></p>
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		<title>La pazienza: un&#8217;arma per affermarsi</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/02/22/la-pazienza-unarma-per-affermarsi.html</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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Qualsiasi sia la strada lavorativa che abbiamo scelto di intraprendere, c&#8217;è una cosa che non dobbiamo mai dimenticare, in nessuna circostanza: la pazienza. Nessuno è mai riuscito, riesce o riuscirà ad ottenere dei risultati professionali importanti in una manciata di giorni o settimane. Occorre aspettare che si raggiunga l&#8217;esperienza e la maturità adeguate; servono tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/pazienza.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1157" title="pazienza" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/pazienza-300x110.jpg" alt="" width="300" height="110" /></a></p>
<p>Qualsiasi sia la strada lavorativa che abbiamo scelto di intraprendere, c&#8217;è una cosa che non dobbiamo mai dimenticare, in nessuna circostanza: la <strong>pazienza</strong>. Nessuno è mai riuscito, riesce o riuscirà ad ottenere dei risultati professionali importanti in una manciata di giorni o settimane. Occorre aspettare che si raggiunga l&#8217;<strong>esperienza</strong> e la <strong>maturità</strong> adeguate; servono tempo, esperienza, fatica, tutti elementi imprescindibili per raggiungere il successo.</p>
<p>Questo discorso generico vale ancora di più se applicato al <strong>mondo della rete</strong>. Sul web non ci sono strade predefinite, regole assolute e sempre valide. Non puoi mai sapere come la rete ti risponderà, e quando questo potrà avvenire. A maggior ragione, per tanto, bisogna armarsi di pazienza e buona volontà; lavorare sodo e in modo organizzato e non lasciare che l&#8217;entusiasmo e la passione iniziale sfumino rapidamente.</p>
<p><strong>Gary Vaynerchuk,</strong> il leader di <strong>Wine Library TV</strong>, ovvero una delle persone più in vista e di successo del mondo della rete, ha scritto un libro intitolato <strong>Crush it!</strong> In una parte del suo testo, l&#8217;autore si dilunga sull&#8217;importanza della pazienza, sugli errori più comuni, dovuti alla fretta, che i blogger alle prime armi compiono e racconta come egli sia riuscito ad ottenere successo e soddisfazione professionale.</p>
<p>Ciò che egli sostiene è che <strong>molte persone si lasciano demoralizzare </strong>dopo appena 6 settimane o poco più di lavoro sul web. I tempi, a suo avviso, sono molto più lenti, come dimostra il suo <strong>tempo di formazione</strong> prima del successo di Wine Library. Egli aveva soltanto 16 anni quando ha iniziato a vendere vini ai clienti, attività che svolgeva cercando sempre di approfondire le sue conoscenze e la sua esperienza, tramite letture e ricerche. La medesima <strong>pazienza</strong> e <strong>metodologia di lavoro</strong> sono state impiegate nel primo approccio al mondo dei social media e del web, con gli ottimi risultati che tutti conosciamo.</p>
<p>Per riuscire ed affermarsi, dunque, è necessario saper rimanere, per i giusti tempi, nell&#8217;ombra ed attendere il momento giusto per proporsi. Per approfondire il passaggio del libro e per avere maggiori dettagli sull&#8217;argomento, leggi il post di <a rel="nofollow" href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/02/il-successo-richiede-pazienza.html">Tagliaerbe</a>.</p>
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		<title>Non oltre la prima pagina</title>
		<link>http://seo.andreapilotti.com/2010/02/20/non-oltre-la-prima-pagina.html</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 16:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il mondo SEO è di certo un universo in grande evoluzione, che si è modificato negli anni e ha presentato sempre nuove caratteristiche. Quello che è avvenuto, soprattutto, riguarda la considerazione delle pagine dei risultati, in seguito ad una ricerca effettuata. In precedenza, almeno agli inizi degli anni 90, si pensava di dover assolutamente rientrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/ricerca-di-iCrossing.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1150" title="ricerca di iCrossing" src="http://seo.andreapilotti.com/wp-content/uploads/ricerca-di-iCrossing-300x165.gif" alt="" width="300" height="165" /></a></p>
<p>Il <strong>mondo SEO</strong> è di certo un universo in grande evoluzione, che si è modificato negli anni e ha presentato sempre nuove caratteristiche. Quello che è avvenuto, soprattutto, riguarda la <strong>considerazione delle pagine dei risultati</strong>, in seguito ad una ricerca effettuata. In precedenza, almeno agli inizi degli anni 90, si pensava di dover assolutamente rientrare nelle <strong>prime tre pagine</strong> dei risultati. Con il tempo ci si è resi conto che gi utenti non arrivavano a considerare fino alla terza pagina, così si è diffusa la convinzione di dover rientrare nella <strong>&#8220;Top 20&#8243;.</strong></p>
<p>Arriviamo poi ad un ennesimo cambiamento, in seguito al predominio di Google sulle scene, per il quale i risultati della ricerca che vengono considerati davvero rilevanti sono <strong>solo quelli appartenenti alla prima pagina</strong>. Non oltre la prima pagina, dunque.</p>
<p>Una recente ricerca di <strong>iCrossing</strong> conferma questa tendenza: dimostra infatti che gli utenti non scorrano appunto oltre la prima pagina dei risultati, che racchiude ben il <strong>95%</strong> dei link da cui procedono le ricerche. Questo vale per <strong>Google</strong>, il motore di ricerca più diffuso, ma anche per <strong>Yahoo!</strong> e <strong>Bing</strong>.</p>
<p>Per saperne di più, leggi l&#8217;articolo di <a rel="nofollow" href="http://www.search-marketing.it/semblog/2010/02/conta-solo-la-prima-pagina.html">Marco Loguercio</a>.</p>
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