Si definisce con il termine “cross-linking” quella pratica che il webmaster di un sito attua quando linka tra loro siti che appartengono al suo stesso network. E’ di certo una tendenza piuttosto diffusa tra i blogger. C’è chi possiede pochi siti e allora la situazione risulta gestibile, ma c’è anche chi crea una rete di collegamenti infinita. Quale è il corretto atteggiamento da tenere? Come considera tale pratica Google? Che cosa conviene fare per il fattore SEO?
Innanzitutto va precisato che un passo fondamentale da fare è quello della verifica dell’effettivo legame che intercorre tra un sito e l’altro. Se gestisco un network formato da siti che vertono tutti sulla stessa tematica (es: le fonti di energia rinnovabili), potrò effettuare tranquillamente cross-linking. Se, al contrario, i miei siti trattano tutti di contenuti differenti, questa pratica non sarà consigliabile.
Il secondo fattore che deve essere valutato riguarda invece, come in precedenza accennato, il numero di siti che si desidera linkare. Una quantità di siti molto grande non sarà certamente ben accettata da Google, che non impiegherà molto ad individuarla.
In sintesi, la domanda che dobbiamo porci è: “il cross-linking che stiamo per fare, fornisce valore?“. E’ proprio questo il criterio che viene valutato anche da Google, come espresso nel Webmaster Central Blog. Di identico avviso sembra essere anche Matt Cutts, che si è espresso a tal proposito pochi giorni fa, nel corso di un’intervista. C’è chi non condivide tale criterio e sostiene che Google non sia in grado di valutare le intenzioni dei diversi webmaster, le finalità dei progetti etc. C’è chi invece ritiene giusto non dare la possibilità di linkare tra loro troppi siti diversi tra loro.
Per approfondire questo argomento e per l’intervista di Matt Cutts, leggi il post completo pubblicato da Tagliaerbe.
Articoli correlati
Nessun articolo correlato.
