Il panorama dei media dei nostri giorni si presenta variegato ed in continua evoluzione. Era la fine degli anni ‘90, quando il mondo dei media digitali doveva ancora essere compreso ed assimilato. Si facevano delle ipotesi, molte delle quali si sono poi verificate molto velocemente. E’ avvenuto, come si pensava, un sostanziale sviluppo dei personal e dei social media; abbiamo assisitito ad una progressiva e rapida destrutturazione dei media, con tipologie di pubblico sempre più frammentate e sono entrati in crisi molti dei meccanismi che prima reggevano il sistema mediale. Si pensi solo alle logiche della comunicazione di massa, o ai criteri di segmentazione etc.
La domanda che si è posto Maurizio Goetz è la seguente: come si sono adeguati a tale situazione i centri media? Quali attività hanno dovuto affrontare e quali problematiche hanno dovuto risolvere? Innanzitutto si è dovuto abbandonare il concetto di campagna pubblicitaria, sostituendolo con il termine più appropriato di “movimento di comunicazione“. Per fare questo i centri media hanno avvertito la necessità di dotarsi di maggiori strumenti per rispondere a diverse tipologie di pubblico ed hanno dovuto imparare a considerare il digitale non come un mondo separato, ma come strettamente connesso ad ogni sorta di attività off-line.
Le riconsiderazioni che i centri media hanno dovuto effettuare riguardano anche i modelli di business, il sistema di offerta, i sistemi organizzativi. Per avere maggiori dettagli e riflettere sul ruolo futuro del centro media, leggi il post completo di Maurizio Goetz.
