Con il termine Hotlinking (letteralmente “collegamento caldo”) si fa rifermento a quello stratagemma, usato nella creazione di siti web, tramite il quale le pagine si riferiscono ad oggetti che non appartengono al dominio in cui gli stessi vengono utilizzati e visualizzati. Gli oggetti che maggiormente sono interessati da tale fenomeno sono le immagini di medie e grandi dimensioni. Gli effetti più dannosi che esso produce sono lo sfruttamento del server in cui esse vengono memrizzate e il mancato utilizzo del server che contiene il sito che viene visualizzato, oltre che un condizionamento notevole delle statistiche di acceso. Come riuscire a bloccare tale pratica?
Spesso si consiglia di bloccare l’hotlinking delle immagini da qualsiasi pagina web esterna al proprio dominio. Tale scelta però produce anche delle conseguenze negative: le immagini non possono essere utilizzate neanche dai motori di ricerca, dai Feed Reader, dagli Aggregatori di news.
Esistono allora altre tecniche che presentano meno controindicazioni. Si tratta di consentire l’utilizzo delle immagini solo a determinati siti, oppure di bloccare l’hotlinking solo in relazione a siti e domini “incriminati”, ovvero che risultano utilizzare le nostre immagini, senza il nostro consenso. Tra le opzioni, la seconda è senza dubbio meno restrittiva, anche se richiede una costante attività di aggiornamento e verifica dei siti.
Per approfondire questo argomento ed entrare nel dettaglio, leggi l’articolo completo pubblicato da Mattia Ragni.
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