Per capire l’effettivo rapporto che intercorre tra Google e Twitter e per comprendere appieno come il primo “misura” e “pesa” il secondo, molto utili risultano le parole di Amit Singhal, famoso “Google Fellow”, tradotte per noi da Davide Pozzi.
Ciò che emerge dalla sua intervista è, senza dubbio, l’importanza dell’identificazione dei “reputed followers”, utenti che vantano di un buon seguito e che possono aiutare ad ottenere un miglioramento per quello che concerne la reputazione. Il meccanismo è simile a quanto avviene nel web tradizionale. Se infatti, in questo settore, una pagina di alta qualità linka un’altra pagina web, quest’ultima subirà un incremento di qualità. Allo stesso modo, nei Social Media, se sei seguito da un utente noto ed affidabile, vedrai la tua reputazione salire.
L’intervista procede con l’analisi dell’argomento degli hashtag. Singhal precisa, a tal proposito, che questi strumenti possono sì aiutare a massimizzare l’esposizione di un tweet, ma allo stesso tempo attraggono contenuti spammosi e possono abbassare la qualità del tweet. Un altro tema trattato è stato quello dell’attività, svolta da Google, di estrazione del segnale dal rumore. Essa avviene grazie all’analisi dei termini ricorrenti nei vari tweet, così come nei vari blog.
Quale sarà il futuro di Twitter? Che caratteristiche avrà il mondo del Real-Time Web?
Per rispondere a queste domande e per soddisfare altre curiosità intorno a questa tematica, leggi l’articolo postato da Tagliaerbe.
